| colpiti anche il perineo, le cosce, l’addome; più raramente il torace, le ascelle e le ciglia superiori.
Il parassita in causa è il Phthirus pubis, il cui corpo è tozzo, con tre paia di gambe di cui due dotate di chele a pinza. Si posiziona in aree non troppo fitte di peli, prevalentemente umide. E’ poco mobile e diventa attivo soprattutto di notte.
Ad occhio nudo è di difficile individuazione perché può avere l’aspetto di una piccola lentiggine e l’infestazione può essere sostenuta da pochi elementi. La vita media è di 17 giorni per la femmina e di 22 giorni per il maschio. Le uova sono presenti alla base dei peli ed il loro periodo di incubazione è di 7-8 giorni.
La pediculosi del pube si trasmette per stretto contatto fisico, quasi esclusivamente per via sessuale tanto da essere considerata una Malattia Sessualmente Trasmissibile (MST), altamente contagiosa. Dopo un solo rapporto con un partner infestato, il rischio di contrarre l’affezione è del 90%. Inoltre, nel 30-50% dei casi è presente un’altra MST (gonorrea, trichomoniasi, herpes genitalis, sifilide…).
E’ più frequente nell’età giovane – adulta e relativamente più frequente nei maschi.
La ftiriasi nei bambini, espressione di un contatto molto intimo con adulti, può colonizzare il capillizio e le sopracciglia/ciglia. Anche questa infestazione è più frequente nella razza bianca. La pediculosi del pube registra la maggiore incidenza nei mesi invernali.
L’esame della cute rileva, spesso con difficoltà, la presenza di qualche parassita adulto (più visibili se si sono da poco nutriti) e di diverse uova. Sono anche evidenziabili gli escrementi che possono assomigliare a piccole croste.
Il periodo di incubazione è di circa 30 giorni che compaiono i sintomi. Anche in questo caso il sintomo più caratteristico è il prurito, anche se a lungo l’infestazione può essere asintomatica. Il prurito è prevalentemente notturno. Nelle sedi delle morsicature possono osservarsi piccole papule, che il grattamento può portare ad escoriare, con il rischio di infezioni secondarie associate a tumefazione dei linfonodi regionali.
Le punture possono provocare anche la comparsa di macule azzurrognole (le macule cerulee) che si ritengono dovute a modificazione dei pigmenti del sangue, indotta dalla saliva del pidocchio che è dotata di azione anticoagulante.
Il trattamento
I trattamenti della pediculosi del pube seguono le stesse indicazioni di quelli adottati per la pediculosi del capillizio. Nella ftiriasi si consiglia di trattare anche il partner.
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