Che cos’è
Come si manifesta
Le cause
Come comportarsi
I trattamenti
Attenzione a…
Le linee guida

E’ al pediatra, figura di riferimento per i problemi di salute dei più piccoli, che i genitori si rivolgono quando l’infestazione da pidocchi è manifesta. Abbiamo chiesto l’opinione di un “esperto” per capire come affrontare e debellare il problema e gestire le “paure” dei piccoli.

D. Nella sua esperienza, come vivono i genitori il problema “pidocchio”: un’eventualità da accettare serenamente o un piccolo dramma? Cosa è meglio consigliare loro?
R. L’infestazione da pidocchi, in alcuni periodi dell’anno, a livello di comunità infantili, risulta essere un problema abbastanza diffuso in tutto il mondo, con centinaia di milioni di casi, tanto da essere classificato come seconda malattia trasmissibile, preceduta soltanto dall’influenza. E’ indubbio che questa problematica genera sempre almeno un po’ di “imbarazzo” nelle famiglie, non solo per le oggettive noie che comporta, ma anche per il timore, peraltro ingiustificato, di essere giudicate poco attente all’igiene. E’ chiaro poi che un simile inconveniente, per quanto banale e privo di rischi per la salute, in genitori tendenzialmente fobici o portati comunque ad esagerare, può comportare ansie sproporzionate, che purtroppo tendono a diffondersi e ricadere sul bambino.

D. Quali sono i primissimi provvedimenti da prendere quando si scopre il pidocchio, e ancor prima, come tenere sotto controllo la situazione?
R. Nel momento in cui viene scoperta l’infestazione, dato che il trattamento è semplice e, se correttamente eseguito, prontamente efficace, conviene effettuarlo con tempestività, rispettando i modi e tempi indicati. Molto importante è anche il monitoraggio della situazione all’interno della famiglia stessa: tutti i membri devono essere sotto controllo, ma la terapia pediculocida è indicata solo per chi risultasse infestato oppure abbia dormito nello stesso letto col bambino o ne abbia indossato un copricapo. Da sottolineare è il fatto che la mancanza di prurito non significa assenza di pidocchi, in quanto la tendenza a grattarsi spesso compare dopo qualche giorno di “ospitalità” ai parassiti.

D. Quando è necessario recarsi dal pediatra in caso di pidocchi?
R. L’intervento del pediatra può avere un senso soltanto se la famiglia ha un sospetto di pediculosi, ad esempio per aver rinvenuto sul cuscino una polvere secca nera, e necessita di una conferma autorevole. In realtà, nella maggior parte dei casi, il riconoscimento del problema avviene, all’interno delle comunità prescolari e scolari, da parte di personale esperto e competente, che si occupa anche di consigliare le strategie comportamentali e terapeutiche da adottare. Il pediatra non serve nemmeno per la riammissione a scuola, in quanto viene richiesta come prassi un’autocertificazione, firmata da uno dei genitori, con l’indicazione del preparato pediculocida utilizzato.

D.Qualche consiglio per i bambini: cosa consigliare ai genitori per tranquillizzarli?
R. Per un bambino, l’accertamento dell’infestazione da pidocchi non comporta fastidi particolari, in quanto consiste nell’ispezione delle zone di capillizio più a rischio (vale a dire soprattutto le regioni poste in prossimità del padiglione auricolare e quella nucale). In caso di scoperta dei parassiti, non bisogna farlo sentire in colpa né terrorizzarlo con atteggiamenti assurdamente allarmistici: un po’ di disagio, anche psicologico, è comprensibile, ma i problemi seri di salute sono ben altri….

D. La pediculosi si può prevenire? E come ridurre il rischio di reinfestazioni?
R. In corso di epidemia, è ovvio che un certo ruolo preventivo può essere svolto dall’evitare comportamenti a rischio (utilizzare pettini, fermagli, sciarpe o copricapo di soggetti potenzialmente infestati) e dal tenere le chiome più voluminose raccolte; ma può bastare il contatto con il poggiatesta dello scuolabus per rimanere infestati.

Dopo il trattamento pediculocida, un alleato indispensabile per debellare definitivamente il problema è rappresentato dal pettine a denti fitti, che consente la rimozione delle lendini; fondamentale è anche la “sorveglianza” all’interno del nucleo familiare.

A livello ambientale, è buona regola lavare in acqua bollente i tessuti potenzialmente infestati (asciugamani, indumenti, biancheria da letto, ecc…) mentre gli oggetti a rischio non lavabili (es. tipico i pelouches) vanno chiusi per 15 giorni in un sacchetto di plastica in modo ermetico.

D. E’ utile “rasare” i capelli ai bambini, in caso di pidocchi?
R. E’ indubbio che, statisticamente, le bambine sono più soggette dei maschietti, ma questo non sembrerebbe spiegabile con una capigliatura normalmente più voluminosa, bensì con alcuni atteggiamenti tipici del modo di giocare femminile (più spesso al chiuso, travestendosi o pettinandosi a vicenda, ecc…). Ne deriva che un taglio delle chiome drastico, soprattutto se non gradito al soggetto, non è terapeutico e nemmeno preventivo; gli unici, modesti vantaggi che può comportare sono rappresentati dalla facilitazione delle ispezioni e dalla diminuzione dei quantitativi di preparati disinfestanti che si rendono necessari.

Scopri tutti i nuovi servizi dedicati agli iscritti:
Gioco on line
Videointerviste
Stampa e colora
Poster & opuscoli
Sondaggio

SPECIALE GENITORI



Aggiornato a luglio 2010SCRIVICI | CHI SIAMO | DISCLAIMER | LINK UTILI