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Gli italiani alle prese con i pidocchi si dibattono tra rimedi della nonna, poca informazione e interventi drastici. E quando ad essere “infestati” sono i propri famigliari, i consigli degli amici non bastano più e si corre dal medico

Se sui pidocchi in generale non sembra esserci molta chiarezza, non va certo meglio in fatto di prevenzione e di cura.

Quali i sistemi che gli Italiani utilizzano o consigliano agli amici per prevenire o ridurre al massimo il rischio di contagio?

Ai primi segnali di presenza di pidocchi tra i capelli di qualche conoscente, secondo il 38,5% è meglio intervenire subito con prodotti farmaceutici specifici contro la pediculosi (intervento scelto soprattutto dalle donne, con il 43%), magari con frequenti lavaggi con shampoo preventivi (30,3%). E proprio ricollegandosi al fatto che molti sono ancora convinti che i pidocchi alberghino su teste non troppo pulite, l’8,2% pensa sia importante lavare subito e con grande frequenza la testa.

Il 5,1% ritiene fondamentale l’allontanamento immediato dai luoghi considerati a rischio (una situazione che solo negli Usa causa la perdita di oltre quaranta milioni di giorni di scuola) e la stessa percentuale (5,1%) passa direttamente alla disinfestazione della casa. Se il 3,6% pensa sia sufficiente un maggior controllo, c’è chi si affiderebbe subito a rimedi più radicali come il taglio dei capelli (3,1%) o quelli “della tradizione”: dai risciacqui con l’aceto (3,6%), al ricorso a prodotti erboristici (1,5%), per arrivare all’utilizzo di una bandana o di uncappello (1,5%).

Alla base di questi interventi preventivi ci sono soprattuttoconsigli di amici o parenti (33,7%), ma quasi uno su tre dice di aver ricevuto indicazioni in farmacia (32,6%). Le “fonti” però sono molto numerose, dalla scuola (14%), tra indicazioni e voci di corridoio, alle rubriche sulla salute su giornali e riviste (3,5%) per arrivare, ma si tratta di una esigua minoranza, agli opuscoli, trovati magari in sala d’aspetto del medico (1,7%).

In ogni caso se gli intervistati venissero a sapere che un proprio famigliare ha frequentato un luogo infestato da pidocchi, tutti in casa sarebbero sottoposti ad energici trattamenti preventivi, almeno nel 65% dei casi.

E se la prevenzione non fosse sufficiente e qualcuno in casa fosse colpito dalla pediculosi, quali rimedi adotterebbero?

Quasi otto intervistati su dieci (79,7%) inizierebbero subito dei trattamenti con prodotti farmaceutici specifici e se quando si tratta di prevenzione il “sentito dire” va benissimo, quando si tratta di debellarli il64% si rivolge al medico o al farmacista (28,3%) per avere informazioni su cosa fare. Una ristretta minoranza da retta a amici e parenti (4%). Allo stesso modo non c’è una gran fiducia nei prodotti fai da te, a cui ricorrerebbe solo il 17,3% (contro il 74,7% che si affiderebbe a prodotti specifici).

Molti però sono convinti che i vecchi metodi, soprattutto quelli più drastici, siano la soluzione migliore per affrontare il problema: tra gli Italiani ben il 44% pensa che in caso di infestazione da pidocchi si debbano tagliare immediatamente i capelli (soprattutto gli uomini, con il 50,4% che ha risposto così). Per fortuna di moltissimi bambini che verrebbero messi alla berlina se rasati a zero, quasi la metà degli intervistati (48,7%) sa che questo metodo non rappresenta la soluzione. Il 46,7% pensa però che in caso di infestazione sia necessario “isolare” la persona, almeno per 4 o 5 giorni, durante il trattamento contro i pidocchi (percentuale che sale al 50% nel Centro Sud e che è più alta tra le donne, con il 50,9%). Una misura considerata inutile o eccessiva dal 43,7%.

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