| Un problema sottostimato dagli Italiani: solo uno su quattro ne conosce le reali dimensioni. E sui pidocchi regna sovrana l’ignoranza.
In Italia il problema della pediculosi è conosciuto per quelle che sono le sue reali dimensioni? Secondo un intervistato su quattro (25,7%) è molto presente, ma c’è chi ignora del tutto questo problema (il 10% ha risposto per niente) o comunque, come ha risposto più della metà degli italiani, è poco presente (52,3%). Sarà forse per il fatto che più di 7 persone su 10 che vengono infestate dal piccolo parassita sono bambini, ma delle reali dimensioni del fenomeno sono molto più informate le donne rispetto agli uomini, infatti è il 30,2% delle donne ad aver risposto “molto”, contro il 20,6% di uomini.
E le cose non migliorano quando si chiedono le “cause” della presenza così massiccia di casi di pediculosi. Il 53% degli intervistati dice infatti di non conoscerne i motivi. Per gli altri le opinioni e gli strafalcioni si sprecano: addirittura il 17% ritiene che la causa vada attribuita alla presenza nel Bel Paese di persone appartenenti a strati sociali bassi, che vivono in condizioni igieniche precarie (ben il 21,3% degli uomini ha risposto così, contro il 13,2% delle donne). A questi si aggiunge un 6,7% che imputa la causa direttamente alla presenza di extracomunitari, e la sempre maggiore presenza di bambini figli i immigrati nelle scuole non è vista in modo tranquillizzante. Se il 14,7% si focalizza sui più piccoli, statisticamente più esposti, dicendo che la diffusione è legata alla presenza di bambini in spazi ristretti, come puntualmente avviene a scuola, secondo il 3,7% la causa principale va cercata, nei viaggi all’estero, si tratterebbe quindi di pidocchi di importazione. Collegando poi il maggior diffondersi del problema all’autunno, appena rientrati dalle ferie, il 3,3% crede sia un’eredità delle vacanze, durante le quali capita di dormire in letti non propri, condividere gli asciugamani e così via.
False convinzioni sostenute dal fatto che per il 36,3%i pidocchi sono tipici delle società sottosviluppate e non dei Paesi più evoluti (anche se il 58,3% degli intervistati dissente da questa affermazione).
Sulla pediculosi vige quindi una diffusa ignoranza, confermata da alcune domande dirette che sono state poste agli intervistati, volte ad evidenziare quanto i luoghi comuni e le credenze popolari del tutto sbagliate siano ancora radicate. Ben il 67,7% ritiene erroneamente che i pidocchi siano in grado di saltare da una testa all’altra (in questo caso le più convinte sono le donne, con un 76,1% contro il 58% di uomini). Solo il 25% sa che i pidocchi si trasmettono solo in caso di contatto diretto.
Ma questa è solo la punta dell’iceberg: alla domanda “secondo lei i capelli lunghi favoriscono il passaggio dei pidocchi?” il campione si spezza letteralmente in due, il 47,7% infatti ha risposto affermativamente, mentre il 46% ha detto di no.
Sicuramente però la convinzione errata più dura a morire è quella per cui i pidocchi sono sintomo di poca igiene e che vivono e si moltiplicano soprattutto sulle teste che vengono lavate con poca frequenza (47%). Addirittura a pensarla così è il 52, 9% degli intervistati nel Centro Sud e in generale gli uomini (51,8% contro il 42,8% delle donne).
Meno dubbi, invece ci sono quando si parla di “soggetti a rischio”, almeno per quanto riguarda l’età: solo l’11% pensa sia un problema che tocca solo i bambini, mentre l’85,3% sa che anche un adulto si può benissimo trovare con la testa invasa da questi fastidiosi parassiti.
Infine quali sono, secondo gli Italiani, i rischi derivanti da un’infestazione da pidocchi? C’è ancora chi ritiene che i pidocchi siano portatori di pericolose malattie (16%) o che rappresenti un rischio permanente per la salute di cute e capelli (18%). Poco più della metà degli intervistati (55,7%) sa che si tratta solo di un fastidio, ma che non ci sono rischi per la salute e le più informate in questo caso sono le donne (ha risposto “fastidio” il 57,2%, contro il 53,9% di uomini).
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